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Microsoft 365 Copilot, l’estate in cui l’AI ha smesso di aspettare gli ordini

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Microsoft 365 Copilot, l’estate in cui l’AI ha smesso di aspettare gli ordini

Tra nuovi modelli, agenti che eseguono interi flussi di lavoro e file generati direttamente dentro le app, l’aggiornamento di luglio 2026 sposta l’asticella da “assistente che suggerisce” a “collega che consegna”.

Per due anni abbiamo raccontato Copilot come un correttore di bozze molto bravo: riassumi questa mail, riscrivi questo paragrafo, sistema questa slide. L’ondata di aggiornamenti arrivata tra giugno e luglio 2026 racconta un’altra storia. Copilot ha iniziato a portare a termine il lavoro, non solo ad abbozzarlo, e questo cambia il modo in cui un’azienda deve pensarlo e governarlo.

Due modelli di frontiera in un mese solo

A luglio Microsoft ha portato dentro Copilot due nuovi modelli nel giro di poche settimane. GPT-5.6 di OpenAI, dal 9 luglio, è in distribuzione su Word, Excel, PowerPoint, Copilot Chat e Cowork ed è diventato il modello preferenziale, quello che Copilot può selezionare in automatico dove disponibile. Claude Sonnet 5 di Anthropic, dal 2 luglio, arriva in Copilot Cowork e in Copilot per PowerPoint, pensato per attività articolate su più passaggi tra documenti, fogli di calcolo e presentazioni.

Il dettaglio che interessa a chi amministra un tenant: i modelli gestiti da OpenAI sono controllati a livello di tenant e vengono abilitati per tutti gli utenti dei tenant commerciali idonei a partire dal 24 luglio 2026, a meno che l’amministratore non selezioni “Nessun utente” nelle impostazioni dei provider AI. Anche l’accesso a Claude Sonnet 5 è gestito dall’amministratore e varia in base all’area geografica. Tradotto: se non avete deciso nulla, qualcuno ha deciso per voi.

Cowork, l’agente che consegna il risultato finito

La novità più pesante non è un modello ma un prodotto. Il 16 giugno Microsoft ha reso generalmente disponibile Copilot Cowork, un sistema agentico che pianifica, esegue e consegna: l’utente definisce l’attività, Cowork la porta a termine dall’inizio alla fine restituendo un deliverable completo invece di una bozza.

Il contesto aziendale arriva da Work IQ, così il risultato riflette i sistemi e i dati realmente in uso. L’esecuzione avviene nel cloud, quindi i file non restano in locale e le attività proseguono anche a dispositivo spento. Tutto resta dentro il perimetro di conformità di Microsoft 365, con ereditarietà delle etichette di riservatezza, audit logging ed eDiscovery gestiti attraverso Microsoft Purview.

L’AI entra nei file, non solo nella chat

Il resto degli aggiornamenti segue la stessa direzione: meno chat, più output.

  • Copilot Notebooks trasforma appunti e riferimenti raccolti in un documento Word, un foglio Excel o una presentazione PowerPoint, e può disegnare una mappa mentale interattiva dei contenuti.
  • Agent Mode in PowerPoint costruisce una presentazione partendo da file, riunioni ed e-mail dell’utente attraverso Work IQ, toccando solo i contenuti a cui si ha già accesso.
  • Copilot Chat in Outlook ragiona sull’intera casella e sul calendario, non più sul singolo thread aperto, e lo fa anche senza il componente aggiuntivo a pagamento.
  • Copilot in SharePoint genera file Office e report HTML interattivi con grafici e KPI direttamente dai contenuti dei siti.
  • Agenti MCP (Model Context Protocol) diventano richiamabili dentro Word, Excel, PowerPoint e Outlook sul web, senza aprire una finestra separata.

Governance, la parte noiosa che vi salverà

Tre punti da non archiviare come dettagli tecnici.

  1. Watermark sui contenuti AI. Microsoft 365 può applicare una filigrana visiva o audio a video e audio generati o modificati con l’intelligenza artificiale. Si governa da Cloud Policy e resta disattivata finché un amministratore non la abilita.
  2. Etichette di riservatezza ereditate. I file generati da Copilot ereditano automaticamente l’etichetta più alta trovata nei dati di origine e, se l’applicazione non riesce, il sistema lo segnala prima della condivisione.
  3. Sicurezza degli agenti sotto Microsoft Agent 365. Dal 1° luglio 2026 discovery, postura e threat detection per gli agenti Copilot Studio e Foundry passano sotto Microsoft Agent 365, con impatto diretto su ciò che si vede in Microsoft Defender.

Cosa fare, concretamente

Se gestite un tenant Microsoft 365, questa è la checklist minima delle prossime due settimane: decidere quali modelli esporre agli utenti prima che l’abilitazione automatica lo faccia al posto vostro, stabilire una policy sui watermark AI, verificare la copertura Agent 365 se avete agenti in produzione e pubblicare una raccolta di prompt aziendali nel Copilot Prompt Gallery per guidare l’adozione.

Il vero cambio di paradigma, però, è culturale. Finché Copilot scriveva bozze, il rischio massimo era una mail sciatta. Ora che esegue attività lunghe su più sistemi e agisce su dati reali, entra a pieno titolo nella categoria dei processi aziendali, con tutto ciò che comporta in termini di permessi, tracciabilità e responsabilità.